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Rassegna stampa

gazzDa "Gazzetta del Sud online"

(17/07/2011)

"Orange camp", trecento ragazzi per una kermesse di successoi

«Il basket è in buona salute». Questa la convinzione di Gianni Lambruschi, già coach della Popolare e della nazionale femminile, ma anche ideatore e patron dell'"Orange Basketball Camp" di Kastalia, giunto quest'anno alla dodicesima edizione.
Una convinzione che l'esperto mentore dell'"Orange Camp" ha maturato proprio a Kastalia, dove quasi trecento, fra ragazzi e ragazze, si sono radunati nell'arco di due settimane, per sfidarsi nell'arte sopraffina del fare canestro. Difficile scalfire il Lambruschi-pensiero, anche perché, accanto all'entusiasmo di Paolo Marletta e Riccardo Cantone, organizzatori della kermesse insieme a Lambruschi, c'è stata la grande voglia di divertimento e la sana allegria (oltre che competenza tecnica) di tanti ospiti davvero d'eccezione.
Anfitrioni di casa, in primis, il non dimenticato Giorgio Valli, altro coach della Popolare dei fasti che furono, e Flavio Tranquillo. Proprio quel cronista, cioè, che si esalta nel commentare le partite dei professionisti americani, ma che a Kastalia è ormai di casa nella veste di istruttore tecnico. In riva al mare ibleo, si sono ritrovati i migliori virgulti di tutte le realtà della pallacanestro siciliana. Sugli scudi, Andrea Sorrentino, prodotto locale e autore di spettacolari schiacciate. In auge, anche Alessandro Agosta, " lungo" siracusano, di stanza nell'ultima stagione a Capo d'Orlando, e, per dirla proprio con Lambruschi, vero... idolo delle serate dei "campers". Un tocco di pallacanestro d'oltre oceano, l'ha regalato Lashun McDaniel. Tra le ragazze, in grande spolvero Maria Eric, straniera di Priolo. E come dimenticare l'emergente coach di A1 femminile Walter Montini?
Per la 12. edizione dell'Orange Camp, anche la connotazione internazionale, assicurata da otto atleti di Malta, con tre istruttori al seguito:« Il camp è finito – ha commentato l'istrionico Lambruschi – viva l'Orange Camp!
Giorgio Antonelli

basket cataneseDa "Basket Catanese"

(12/07/2011)

Orange Camp, grandi nomi e grandi numeri

La 12a edizione: 90 ragazzi la prima settimana, 150 la seconda… Ospiti Valli, Martini, Tranquillo, McDaniels, Eric, Agosta e Sorrentino… Agosta: «Spero che i ragazzi vengano qua per divertirsi»… I catanesi dello staff…
Tutti i partecipanti all'Orange Camp (Orange Camp)
«Siamo arrivati alla 12a edizione!» Paolo Marletta e Riccardo Cantone non possono che essere soddisfatti ancor prima d’iniziare l’Orange Camp, l’appuntamento annuale che si svolge al villaggio Kastalia di Santa Croce Camerina e nelle precedenti edizioni ha coinvolto ben 3.300 ragazzi, 35 capi allenatori, 350 assistenti istruttori e 70 ospiti vip. Quest’anno, al camp sono intervenuti 90 ragazzi nella prima settimana, mentre 150 partecipano alla seconda. A vigilare sulla loro crescita, sono stati chiamati coach Valli la prima settimana e i coach Martini e Flavio Tranquillo per la seconda settimana; ad aiutarli, dimostrando la loro abilità sul campo, nomi come Lashun McDaniels (ex Rimini, Imola e Cantù in A1, con un passato senza giocare in NBA e un presente da allenatore), Marija Erić (ex play di Priolo, recentemente tornata a Faenza), Alessandro Agosta (ex pivot in Legadue con Trapani e Novara), Andrea Sorrentino (guardia della Virtus Ragusa).
Uno staff anche quest’anno di tutto rispetto, per coordinare allenamenti e corsi di specializzazione, fiore all’occhiello dell’Orange, campo in cui, come detto dallo stesso Head Coach Valli: “Si riesce davvero a costruire qualcosa”. “Sembro dell’organizzazione, è il mio nono camp! – commenta l’ex assistent coach del leggendario Dan Peterson - c’è una grande amicizia che mi lega a Marletta e Cantone, sono stati miei assistenti quando allenavo Ragusa, sono prima degli amici e poi allenatori”. Ribadisce il concetto Valli quando infine afferma: “Al camp nascono buoni giocatori. Ci vorrebbe solo una componente tecnica nelle squadre di appartenenza altrettanto buona per completare un lavoro proficui iniziato con l’estate”.
Lashun McDaniels con i ragazzi (Orange Camp)
Ospite d’eccezione della dodicesima edizione è stato l’allenatore internazionale ed ex giocatore Lashun McDaniels, lasciatosi contagiare senza riserve dall’entusiasmo del camp ragusano: “ Quando sono arrivato qui ho capito che era un posto fantastico. I ragazzini vogliono imparare il basketball, immagino che non potessero pensare che un giocatore che viene dall’America potesse insegnar loro qualcosa, quindi è una bellissima settimana. I bambini pensano: “Se lui è qui, e ha giocato ad alto livello e può farcela, anch’io posso”. Arrivano a considerarmi anche uno di loro quando sentono che parlo italiano. Vedendomi da vicino, capiscono che non sono così grande e che anche loro possono arrivare ad alti livelli con l’impegno e la determinazione”.
Insieme all’americano Mc Daniels l’Orange Camp ha ospitato nuovamente Alessandro Agosta e Marjia Eric. “È il terzo anno che mi faccio incastrare, da quando conosco Paolo Marletta” confessa Agosta, pivot della neo promossa in Lega3 Capo D’Orlando. “Io firmo le magliette, faccio qualche dimostrazione ma mi rifiuto di schiacciare!!! Venir qui è sempre un’esperienza divertente e non affatto malvaggia dopo aver chiuso la stagione regolare!” continua con la consueta ironia che lo caratterizza. “Molti ragazzi tornano ogni anno perché crescono e perché apprendono. Mi ricordo che quando feci un camp a Cesenatico con Pillastrini, mi rimase molto impresso la sua spiegazione, mi rimase a lungo. Ho visto tanti miglioramenti dopo esser passati da qui, ma sono evidenti perché tanti crescono fisicamente.”
“Spero che i ragazzini vengano qua per divertirsi, non per il futuro nella pallacanestro – prosegue Agosta- qualcuno ha l’ambizione, ma l’obiettivo è l’aggregazione. Posso considerarmi un esempio perché sento ancora tanti amici che facevano camp con me, nonostante abbiano smesso”. Rivolgendosi direttamente ai campers Alessandro ha detto: “Auguro a tutti di diventare giocatori, ed aver una bella vita. Io giravo l’Italia, sono stato molto fortunato, ho fatto sacrifici divertendomi. Spero quindi che emerga qualche altro ragazzo siciliano, perché siamo veramente pochi. Guardano con gli occhi pieni di stelline i grandi come Scarone e cercavo di emularli: non mi paragono a lui, ma spero che sia lo stesso anche per i ragazzi del camp”.
Giorgio Valli firma magliette (Basket Catanese)
Insieme ad Alessandro Agosta, Marjia Erić, la forte play serba quest’anno in forze per l’ultima parte della stagione all’ Erg Priolo, ma già in partenza per Faenza. “L’anno scorso è stata la mia prima esperienza qua ed ho conosciuto un gruppo splendido di organizzatori come Valli, Cantone, Marletta, Lambruschi. Il loro segreto sta nella passione nel fare questo lavoro. Il camp è organizzato molto bene, mi riferisco al posto, della gente e chi segue i gruppi. Sono tre-quattro ore di divertimento in cui però i bimbi hanno la possibilità di entrare nel mondo della pallacanestro in modo serio. Personalmente ho piacere di star qui perche adoro i bambini e quindi passare del tempo con loro mi fa tanto tanto piacere!”
L’entusiasmo più grande è stato dimostrato però dai veri protagonisti dell’ Orange, cioè i ragazzi partecipanti. Per loro tanti momenti di svago in piscina ed al mare, ma il vero entusiasmo è nato sempre da attività legate alla palla a spicchi come i 3 contro 3 serali e l’emozionante All Star Game, dedicata a tutti i campers ed all’incontro tra istruttori ed i migliori under del camp.
Tanti i catanesi presenti alla dodicesima edizione. Tra lo staff, l’Orange ha ospitato per la seconda volta le istruttrici Minibasket Silvia Gambino e Chiara Borzì, ma ha distinguersi sono stati soprattutto ragazzi come Ugo Costanino, Alessio Genovesi, Michele Chillemi, Federico Ferrara, senza dimenticare la piccola componente rosa del camp fatta da Sarah Magrì e Lucrezia Gandolfo.
Appuntamento ora alla tredicesima edizione dell’Orange Camp, sempre più evento di tradizione del basket siciliano.

R.B.C.

basket cataneseDa "Basket Catanese"

(08/07/2011)

Marija Eric: «In Italia mi diverto»

L’ex play di Priolo all’Orange Camp… «La Sicilia mi piace tantissimo»… «Obiettivo raggiunto con l’intrigante Santino, è andata bene»… «Preferisco giocare in Italia; ho lasciato la Nazionale alle più giovani»…
Marija Eric, quando con Napoli ha giocato a Priolo (Basket Catanese)
Il suo passaggio dalla Sicilia è stato breve ma proficuo: è giunta lo scorso gennaio dopo la breve esperienza a Tarbes, nel campionato francese, e ha subito cambiato marcia a una squadra che puntava ai play-off ma non era riuscita, fino a quel momento, a ottenere i risultati sperati. La playmaker serba Marija Eric (si legge Mària!) ha un grande curriculum in Italia e in Europa, ha vinto una Coppa Italia con Faenza, ha partecipato allo sfortunato Europeo in Lettonia e ha giocato anche in Russia.
Insieme ad Alessandro Agosta, è l’ospite-dimostratrice dell’Orange Camp, a cui ha partecipato negli ultimi due anni. Dopo la chiusura della stagione a Priolo, non si è dovuta spostare di molto… “Qui mi trovo bene, mi diverto, gli organizzatori sono delle persone splendide… E poi la Sicilia mi piace tantissimo!” Parla un italiano perfetto, frutto di anni a stretto contatto con le giocatrici del nostro paese nelle squadre in cui ha giocato.
“Sono in Italia ormai dal 2005, con due parentesi – spiega la Eric – . Quest’anno a Priolo è andata bene. Quando sono arrivata, eravamo in zona play-out e dovevamo raggiungere i play-off. Ce l’abbiamo fatta, abbiamo incontrato una squadra spettacolare come Taranto e abbiamo perso senza fare figuracce, la gara-2 di appena un punto! L’obiettivo è stato raggiunto, la squadra non era fatta per stare tra le prime quattro, la situazione economica non era buonissima dall’inizio dell’anno. Santino comunque ha fatto il possibile”.
Provenivi dal campionato francese, giusto?
“Sì, sono stata tre mesi in Francia, e ho giocato anche l’Eurolega, con Tarbes. È stata un’esperienza bella che mi ha apportato qualcosa di buono, ma ho le mie preferenze. Nel modo di giocare e nello stile di vita preferisco stare in Italia. La pallacanestro che si gioca in Francia si basa molto sul fisico, il divertimento in campo quasi non esiste, non ti lasciano la libertà di esprimerti a tuo modo, di liberare la fantasia. Per me il basket è un lavoro e anche un divertimento, se non mi diverto manca il lato più bello. Il mio contratto era di tre mesi per fare il cambio della play, quindi mi sono guardata in giro e ho trovato Priolo. Voglio avere un obiettivo, che sia la salvezza o lo scudetto. Santino è una persona intrigante, si parla tanto di lui e del suo modo di vedere la pallacanestro e mi ha ispirato molto. Ho avuto un’esperienza che mi ha lasciato tanto e le mie aspettative sono state ripagate”.
Ma in Nazionale non giochi più?
“Ho fatto una scelta con la testa. Arrivi a un certo punto che guardi anche le altre cose. La Nazionale serba non c’entra con quella italiana: non sono bene organizzati e non proteggono i contratti delle giocatrici. C’è il rischio di farsi male, se ho il contratto e la Nazionale non mi copre è un rischio. La mia vita dipende da questo lavoro. Ho parlato con la federazione e l’allenatore e ho spiegato i miei motivi, lasciando lo spazio alle giovani per farsi vedere in Europa. Il mio l’ho già fatto, loro a 20 anni hanno bisogno di quest’opportunità. La nostra nazionale è giovane e con tanto talento, spero che anche l’anno prossimo riusciranno a far qualcosa in più.”
E in futuro?
“Intanto penso ad affrontare nel migliore dei modi la prossima stagione a Faenza. Poi, adoro i bambini, quindi magari se un giorno potrò avrò la possibilità allenerò le giovani. Non so ancora se in Italia o in Serbia, questo lo vedrò con il tempo”.
Roberto Quartarone
(si ringrazia Nicola Saporito)